Informazioni su Valentina Corrente

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Al via la Giornata Mondiale del Libro 2013.

23/04/2013 

Giornata mondiale del libro.
Le principali iniziative italiane in occasione del 23 aprile, giorno in cui si celebra la festa internazionale del libro istituita dall’Unesco

MILANO – Si celebra oggi la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, istituita nel 1996 dall’Unesco e festeggiata in più di 100 Paesi con iniziative, eventi e progetti volti a promuovere la lettura, le attività editoriali e l’importanza della proprietà intellettuale protetta dal copyright. Le celebrazioni avranno inizio quest’anno in Thailandia, a Bangkok, scelta come Capitale mondiale del libro 2013. In Italia, proprio in occasione di questa giornata prende il via Il Maggio dei Libri, la campagna nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.

LE ORIGINI – L’idea di una giornata dedicata al libro nacque per la prima volta in Catalogna, promossa dallo scrittore valenziano Vincent Clavel Andrés. Fu re Alfonso XIII, il 6 febbraio 1926, a istituire una Giornata del libro spagnolo celebrata in tutta la nazione, inizialmente fissata nella data del 7 ottobre e successivamente spostata al 23 aprile, giorno della festa del patrono della Catalogna San Giorgio. In questa giornata, è tradizione in Spagna che gli uomini regalino alle proprie donne una rosa, sicché divenne consuetudine tra i librai catalani dare in omaggio una rosa ai clienti per ogni libro comprato. Divenuta festa internazionale nel 1996 per volontà dell’Unesco, la Giornata Mondiale del Libro si celebra in una data di grande importanza per il mondo delle lettere, in quanto proprio il 23 aprile morirono tre grandi scrittori, lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e l’Inca Garcilaso de la Vega.

LA CAPITALE MONDIALE DEL LIBRO – Prendendo come criterio le iniziative culturali promosse e i progetti presentati in occasione di questa giornata, l’Unesco nomina ogni anno, dal 2001, una Capitale mondiale del libro. La prima fu Madrid, l’anno successivo fu Alessandria d’Egitto, poi fu la volta di New Delhi, Antwerp, Montreal, Torino, Bogotà, Amsterdam, Beirut, Ljubljana, Buenos Aires. L’anno scorso fu Yerevan, in Armenia, e in questo 2013 è la volta di Bangkok.

IL MAGGIO DEI LIBRI – Le iniziative sono numerosissime in tutto il mondo. In Italia parte oggi la terza edizione della campagna Il Maggio dei Libri, promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. La campagna ha quest’anno come filo conduttore il tema “Leggere fa crescere”,  e avrà il suo culmine con la Festa del Libro, nell’ultima settimana di maggio.

LE INIZIATIVE PER I RAGAZZI – Molti sono i progetti che la campagna destina ai ragazzi. “Il Maggio dei Libri da sempre dedica uno spazio rilevante alle iniziative rivolte ai ragazzi e ai bambini” dice Flavia Cristiano, direttore del Centro per il Libro e la Lettura. “Sono i lettori ai quali guardiamo con maggiore attenzione e quest’anno li abbiamo voluti protagonisti fin dalla giornata inaugurale, il 23 aprile, quando le porte del Centro per il Libro si apriranno ai bambini di alcune classi delle scuole elementari per una merenda con letture organizzata in collaborazione con Unesco, in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore”.

IL FLASH BOOK MOB
 – Diversi altri eventi con al centro il libro saranno oggi dedicati ai ragazzi, a partire dal flash book mob gigantesco che tra poco coinvolgerà 800 classi in 41 Comuni della Regione Veneto, per richiamare l’attenzione e promuovere l’importanza della lettura. È questa la proposta del progetto “Città Invisibili” la più grande rete culturale di comuni e scuole del Veneto dedicata a bambini e ragazzi. Alle 9,15 nello stesso preciso momento, tutti i bambini, i ragazzi, gli insegnanti, i bibliotecari, genitori, nonni, zii e amici e quanti vorranno partecipare, riempiranno la piazza del comune più vicina portando ciascuno con sé il proprio libro preferito e iniziando a leggere per tre minuti uno stralcio della storia prescelta. Dopo un segnale convenuto (un fischio, uno squillo) e tenendo il libro ben visibile in mano, tutti assieme diranno ad alta voce: “I libri sono come la mente: funzionano solo se li apri”. Dopo tre minuti, sempre il segnale convenuto, decreterà la fine del flash book mob assieme ad un grande applauso. Dopo il flash book mob, la giornata del 23 aprile proseguirà con l’iniziativa “A scuola senza zaino” che consentirà ai ragazzi di portare in classe i propri libri preferiti e organizzare momenti di lettura per incontrare i diversi generi letterari (fantasy, gialli, fantascienza, fumetti, romanzi rosa, graphicnovel) con recensioni, presentazioni di booktrailer, gruppi di lettura, mostre del libro, laboratori di video lettura, atelier creativi. Spettacolare sarà anche la mostra espositiva degli ABC della mia città. Si tratta dell’attività  principale del progetto che coinvolge tutta la Rete Scuole d’Eccellenza. Ogni classe o gruppo di classi, che nei mesi precedenti è stata impegnata in un’attività di scoperta del proprio territorio e di ricerca degli elementi che connotano la propria città, espone, in collaborazione con la propria amministrazione comunale e la biblioteca, gli abbecedari realizzati.  Le lettere dell’alfabeto diventano un pretesto per raccontare la propria città in modo diverso e innovativo, con immagini e parole.

PAGINE VIAGGIANTI – A Roma anche l’ATAC, l’azienda dei trasporti, si mobilita per la Giornata Mondiale del Libro, aderendo all’iniziativa “Pagine viaggianti”, promossa dall’Associazione Culturale LIBRA 2.0 in collaborazione con Roma Capitale e Biblioteche di Roma. Dalle 8 alle 20 di le stazioni Cornelia della linea metro A e Santa Maria del Soccorso della B si trasformano in luoghi di bookcrossing, ovvero di scambio gratuito di libri. Negli spazi antistanti i tornelli di ingresso saranno posizionate delle “stazioni culturali”, dove personale di Libra e di ATAC accoglierà tutte le persone che vorranno aderire all’iniziativa, prendendo un libro e, se vorranno, lasciandone un altro in cambio. Negli stessi spazi della metropolitana sarà inoltre possibile assistere a performance di autori emergenti che leggeranno brani tratti dai loro libri e da quelli di altri scrittori celebri.

Le biomolecole

La chimica organica studia i composti del carbonio detti composti organici;  tra questi vi sono le molecole biologiche o biomolecole, la materia prima che forma tutti gli organismi viventi. Le molecole biologiche possono essere suddivise in quattro classi di composti: glucidi, lipidi, protidi e acidi nucleici.

Il ruolo centrale del carbonio

Le molecole biologiche o biomolecole sono costituite da carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, fosforo e zolfo.

Lo scheletro carbonioso

Poiché un atomo di carbonio ha quattro elettroni nel suo livello energetico più esterno, esso tende a formare quattro legami covalenti con, al massimo, altri quattro atomi: il metano, che è un gas naturale, ne è un esempio. In generale, la forma di una molecola organica dipende dalla disposizione degli atomi di carbonio che formano lo scheletro della molecola, detto scheletro carbonioso. Le molecole presenti negli organismi viventi possono essere rappresentate sotto forma di formule grezze oppure mediante le formule di struttura. In queste formule il simbolo (-) rappresenta un legame covalente semplice, mentre il simbolo (=) rappresenta un legame covalente doppio. Si parla di isomeri quando due sostanze sono costituite da molecole con la stessa formula grezza, ma diversa formula di struttura. Le formule cicliche sono rappresentate da un poligono i cui vertici sottintendono la presenza di atomi di carbonio. Le molecole biologiche sono alquanto complesse poiché costituite da migliaia di atomi. In realtà tuttavia esse hanno una struttura relativamente semplice dato che le molecole più grandi dette polimeri sono formate dall’unione di un numero di subunità, simili o identiche tra loro, chiamate monomeri.

Idrolisi e condensazione

Durante il processo di sintesi di un polimero a partire da due o più monomeri, per ogni coppia di monomeri che si unisce viene eliminata una molecola d’acqua. Questo tipo di relazione chimica si chiama condensazione. Al contrario quando un polimero viene scisso nelle subunità che lo costituiscono con l’aggiunta di molecole d’acqua si parla di reazione di idrolisi. Il processo di idrolisi ad esempio corrisponde alla “digestione”.

 

Formule chimiche e gruppi funzionali

I composti organici più semplici sono gli idrocarburi costituiti da carbonio e idrogeno. Gli idrocarburi derivano da resti di organismi morti milioni di anni fa che invece di decomporsi hanno subito nel corso del tempo un lungo processo di fossilizzazione che li ha trasformati in carbone e petrolio. Dunque essi hanno un’importanza economica molto elevata. I composti organici che hanno una complessità maggiore rispetto agli idrocarburi sono caratterizzati da particolari gruppi di atomi legati allo scheletro carbonioso, i gruppi funzionali. Il gruppo ossidrilico caratterizza gli alcoli, di cui fa parte l’alcol etilico, o etanolo, ossia l’alcol contenuto nei vini e nei liquori. Il gruppo carbonilico è presente nelle aldeidi, se il gruppo si trova su un atomo di carbonio terminale, cioè al termine della catena, e nei chetoni che invece si trova su un atomo di carbonio non terminale, cioè interno alla catena. Il glucosio è un’ aldeide, mentre il fruttosio è un chetone. I gruppi carbossilici caratterizzano gli acidi organici, o acidi carbossilici; questi gruppi si trovano nelle proteine e nei grassi. Infine, il gruppo amminico è formato da un atomo di azoto cui sono legati due atomi di idrogeno ed è presente nei composti organici chiamati ammine, tipici delle proteine.

 

I carboidrati

 I carboidrati, chiamati anche zuccheri, saccaridi o un glucidi, rappresentano la principale fonte di energia per la maggior parte degli esseri viventi. Abbiamo tre tipi di carboidrati: i monosaccaridi o zuccheri semplici come il glucosio e il fruttosio; i disaccaridi, come il saccarosio e il lattosio; i polisaccaridi come la cellulosa e l’amido che sono dei polimeri.

Monosaccaridi

I monosaccaridi sono composti organici formati da carbonio, idrogeno e ossigeno. Gli zuccheri che hanno cinque atomi di carbonio sono detti pentosi e tra questi abbiamo il ribosio e il deossiribosio. Gli esosi sono invece gli zuccheri che presentano una formula in presenza di due monosaccaridi noti, ossia il glucosio e il fruttosio. In questi n corrisponde a 6. I monosaccaridi vanno a fornire materiale da costruzione alle cellule che fabbricano i polisaccaridi e rappresentano una fonte di energia per molti organismi. I carboidrati vengono idrolizzati  in monosaccaridi durante il loro tragitto nel sistema digerente ma, sostanze come il miele, sono già idrolizzati per cui, dopo l’ingestione, passano direttamente nel sangue fornendo energia immediata.

Disaccaridi

In molti organismi gli zuccheri non sono trasportati sotto forma di glucosio ma di  disaccaridi. Il saccarosio è la forma in cui lo zucchero presente nelle piante viene trasportato dalle cellule delle foglie, dove viene prodotto, alle altre parti del corpo della pianta. In molti insetti lo zucchero viene trasportato nel sangue sotto forma di un altro disaccaride, il trealosio. Un altro comune disaccaride è il lattosio che si trova solo nel latte. Esso è costituito da glucosio e da lattosio.

Polisaccaridi

I polisaccaridi sono formati da monosaccaridi legati in lunghe catene. Il principale polisaccaride di riserva delle piante e l’amido, presente nelle cellule fotosintetiche, mentre negli animali e nei funghi è il glicogeno. Il principale polisaccaride di struttura nelle piante è la cellulosa, che è un polimero del glucosio. La cellulosa è il costituente principale delle pareti delle cellule vegetali ma essa non può essere idrolizzata da tutti i microorganismi. Solo le mucche e gli altri ruminanti, le termiti e gli scarafaggi possono usare la cellulosa come fonte energetica grazie ai microorganismi che vivono nel loro tubo digerente. La chitina è il polisaccaride di struttura degli animali che rende duro e resistente lo scheletro esterno degli insetti e degli altri artropodi.

 

I lipidi

I lipidi sono un gruppo di sostanze organiche molto diverse tra loro, ma con due caratteristiche comuni. La prima è che essi sono insolubili nei solventi popolari come l’acqua; la seconda è che i lipidi sono le molecole organiche che liberano la maggior quantità di energia e possono anche avere funzioni strutturali.

Grassi e oli

A differenza di molte piante che accumulano amido nei loro fusti sotterranei come le patate, gli animali riescono ad immagazzinare i carboidrati in quantità limitata. Nei vertebrati gli zuccheri in eccesso sono convertiti in lipidi, ossia in grassi. Un tipo comune di lipide è il trigliceride la cui molecola si forma  per condensazione di tre molecole di acidi grassi con una molecola di glicerolo o glicerina. Le molecole di trigliceridi sono neutre perché contengono gruppi non polari e, com’è logico aspettarsi, sono estremamente idrofobe. Un acido grasso in cui non compaiono tutti legami tra gli atomi di carbonio che formano il suo scheletro è detto saturo. Al contrario, un acido grasso che nella sua catena ha atomi di carbonio uniti da legami covalenti doppi è detto insaturo poiché non possiede il numero massimo di atomi di idrogeno che potrebbe avere. La natura fisica di un trigliceride è determinata dalla lunghezza dello scheletro armonioso dei suoi acidi grassi e dal fatto che questi siano saturi o insaturi. I grassi di origine animale, come il burro e il lardo sono grassi saturi mentre gli oli di origine vegetale come l’olio d’oliva, l’olio di arachidi e l’olio di mais sono grassi insaturi poiché in corrispondenza dei legami covalenti doppi presentano dei ripiegamenti che rendono più complessa la compattazione delle molecole; pertanto, essi tendono ad essere liquidi a temperatura ambiente. La margarina, pur essendo a base di oli vegetali, ha una consistenza solida poiché i suoi acidi grassi insaturi sono stati idrogenati, cioè sono stati idrogenati dalle aziende produttrici con atomi di idrogeno. Per tale motivo i grassi idrogenati hanno una struttura del tutto simile ai grassi saturi e in più contengono gli idrogenanti, sostanze chimiche dannose per la salute.

Fosfolipidi e glicolipidi

I lipidi, e in particolare i fosfolipidi e i glicolipidi sono costituiti da catene di acidi grassi. Tuttavia, nei fosfolipidi, il terzo atomo di carbonio della molecola di glicerolo non è occupato da un acido grasso, ma da un gruppo fosfato, PO 3- ( in alto) 4( in basso). I gruppi fosfato, carichi negativamente, costituiscono quella parte della molecola chiamata “testa” che è idrofila. Quando i fosfolipidi si trovano in soluzione acquosa si dispongono in superficie l’uno accanto all’altro con le teste idrofile polari rivolte verso l’acqua. Nei glicolipidi, che sono zuccheri +  grassi, il terzo atomo di carbonio della molecola di glicerolo non si lega a un gruppo fosfato, ma a una corta catena idrofila di carboidrati.

Cere

Anche le cere sono lipidi strutturali che ad esempio ritroviamo nel tegumento, nel pelo e nel piumaggio degli animali per renderli impermeabili, ma esse sono presenti anche sulle foglie e sui frutti di piante terrestri e sull’esoscheletro di molti insetti.

Colesterolo e altri steroidi

Il colesterolo è presente in molti alimenti di origine animale, soprattutto nella carne, nei formaggi e nei tuorli d’uovo. Esso appartiene al gruppo dei composti detti steroidi. Gli steroidi non assomigliano strutturalmente agli altri lipidi ma vengono classificati tra queste molecole biologiche poiché sono insolubili in acqua. Tutti gli steroidi presentano una struttura con quattro anelli carboniosi legati tra loro. Il colesterolo è una lipide che si trova nelle membrane delle cellule animali ed è sintetizzato nel fegato a partire dagli acidi grassi saturi. Per tale motivo una dieta alimentare ricca di grassi può favorire l’insorgere della aterosclerosi, una malattia in cui il colesterolo e altre sostanze lipidiche si accumulano sulle pareti interne delle arterie; tale accumulo stimola la crescita anomala di tessuto fibroso da parte delle pareti. Il deposito di colesterolo e di tessuto fibroso tende a ostruire vasi sanguigni. Le conseguenze dell’aterosclerosi sono inizialmente l’ischemia e successivamente l’infarto se gli organi colpiti sono il cuore o il cervello.

Le proteine

Tra le molecole biologiche più importanti vi sono le proteine che svolgono molte funzioni nei sistemi viventi. Per quanto riguarda la loro struttura, esse sono polimeri di molecole contenenti azoto, gli amminoacidi, disposte in sequenza. Le proteine sono grosse molecole che contengono parecchie centinaia di amminoacidi. Gli organismi, tuttavia, sintetizzano solo una piccola parte delle proteine teoricamente possibili. Ad esempio il batterio unicellulare Escherichia coli, che vive nel nostro intestino, contiene da 600 a 800 tipi diversi di proteine, mentre una cellula del corpo umano contiene circa 10.000 differenti proteine.

Gli amminoacidi

Gli amminoacidi sono costituiti da carbonio, idrogeno e ossigeno ma hanno anche l’azoto. Ogni amminoacido ha un atomo di carbonio centrale è legato a un gruppo amminico, a un gruppo carbossilico e a un atomo di idrogeno. I vari amminoacidi differiscono tra loro per il gruppo indicato con la lettera R., che occupa il quarto legame covalente dell’atomo di carbonio centrale. In una reazione di condensazione l’atomo di azoto del gruppo amminico di una amminoacido si lega con l’atomo di carbonio del gruppo carbossilico di una amminoacido, con eliminazione di una molecola d’acqua. Il legame covalente che si forma è detto legame peptidico e la molecola formata dall’associazione di molti amminoacidi viene chiamata in generale polipeptide. Gli aminoacidi essenziali che non possono essere sintetizzati autonomamente, devono essere assunti tramite l’alimentazione. Ad esempio tra gli alimenti, la carne e il pesce contengono tutti gli aminoacidi essenziali, che però possono essere assunti anche con piatti di origine vegetale che uniscano cereali e legumi.

 

Livelli di organizzazione proteica

Struttura primaria

Nelle cellule le proteine sono assemblate in lunghe catene polipeptidiche  la cui sequenza lineare è detta struttura primaria che è precisa per ogni proteina.

Struttura secondaria

Una volta assemblata, lungo la catena polipeptidica incominciano ad avere luogo delle interazioni fra i vari amminoacidi che la fanno in parte ripiegare su se stessa in una configurazione semplice detta struttura secondaria. Una struttura secondaria tipica è quella a spirale o a elica. Poiché i legami a idrogeno si spezzano e si riformano facilmente, le proteine con le strutture ad elica sono elastiche; esempi di tali proteine sono la mia miosina e la cheratina, proteina presente nei capelli. Altre proteine, come i fili di seta delle tele dei ragni, hanno un diverso tipo di struttura secondaria, detta a foglio ripiegato e sono lisce e soffici, non elastiche.

Struttura terziaria

 In altre proteine la struttura secondaria si ripiega su se stessa per dare origine ad una complessa struttura quaternaria che è il risultato di interazioni tra i gruppi R. dei singoli amminoacidi. In tale struttura  i legami covalenti che si formano, detti ponti disolfuro, tengono fisse alcune parti delle molecole in una certa posizione ben definita.

Altre proteine a struttura terziaria sono dette proteine globulari. Tra queste vi sono gli anticorpi, che sono molecole di enorme importanza per la risposta immunitaria, i recettori presenti sulla superficie delle membrane cellulari che permettono l’ingresso nelle cellule solo di specifiche sostanze; e gli enzimi, che regolano le reazioni chimiche che avvengono negli organismi. Gli enzimi sono catalizzatori proteici, vale a dire che sono in grado di far avvenire velocemente le reazioni chimiche che hanno luogo nelle cellule. Il collagene è una componente fondamentale della cartilagine, delle ossa e dei tendini, ed ha ancora un altro tipo di struttura che assomiglia ad un cavo elettrico poiché  alcune lunghe catene polipeptidiche di queste proteine tendono ad arrotolarsi tra loro a tre per volta. Le proteine che presentano una struttura secondaria elicoidale, a foglio ripiegato o a forma di cavo sono dette proteine fibrose.

Struttura Quaternaria

Abbiamo infine le proteine che si sono formate da più di una catena polipeptidica. Questo livello di organizzazione comporta l’interazione tra due o più polipeptidi e corrisponde alla struttura quaternaria. Un esempio di proteina a struttura quaternaria è l’emoglobina, la quale è presente nei globuli rossi del sangue dei mammiferi con funzione di trasporto di ossigeno.

Nucleotidi e acidi nucleici

Le cellule sono in grado di sintetizzare nuove proteine solo se dispongono di precise informazioni sull’esatta sequenza degli amminoacidi da assemblare. Queste informazioni sono codificate da grosse molecole chiamate acidi nucleici. Gli acidi nucleici sono polimeri formati da lunghe catene di nucleotidi. Un nucleotide è formato da tre parti: un gruppo fosfato,  uno zucchero a cinque atomi di carbonio e una base azotata.

Il gruppo fosfato è uno ione dell’acido fosforico ed è la parte del nucleotide che possiede proprietà acide. Lo zucchero di un nucleotide può essere il monosaccaride ribosio o il deossiribosio, il quale contiene un atomo di ossigeno in meno rispetto al ribosio. La terza parte di un nucleotide è una base azotata e ha proprietà basiche. Negli organismi viventi ci sono due tipi di acidi nucleici: l’acido ribonucleico ( RNA), i cui nucleotidi hanno come zucchero il ribosio, e l’acido desossiribonucleico

( DNA), in cui lo zucchero è il deossiribosio. Come gli altri polimeri, anche l’ RNA  e il DNA si formano mediante reazioni di condensazione e, quindi le loro molecole sono sequenze lineari di nucleotidi. Sebbene le loro strutture chimiche siano molto simili, il DNA e l’ RNA giocano in genere ruoli biologici differenti. Il DNA, la cui struttura è formata da due filamenti di nucleotidi avvolti a spirale porta il messaggio genetico, cioè contiene le informazioni, organizzate in unità dette geni, che ereditiamo dai genitori. È grazie a queste informazioni che ogni cellula dell’organismo può assemblare correttamente tutte le sue proteine ponendo gli amminoacidi in sequenza ordinata. La molecola di RNA, invece, è costituita da un singolo filamento ed è una copia del messaggio genetico portato da uno specifico tratto di DNA. L’ RNA ha funzione di trasportare l’informazione nella regione cellulare dove avviene la sintesi delle proteine.

ATP: la valuta energetica della cellula

Oltre alle loro ruolo di mattoni degli acidi nucleici, il nucleotidi svolgono una funzione indipendente e fondamentale negli organismi viventi. L’energia presente nei carboidrati di riserva, come l’amido e il glicogeno, oppure nei lipidi è paragonabile al denaro che viene conservato in Banca o in Buoni del Tesoro, ossia non immediatamente disponibile. L’energia contenuta nel glucosio è come denaro sotto forma di assegni, cioè accessibile ma non sempre utilizzabile. Negli organismi viventi il principale trasportatore di energia è una molecola conosciuta come adenosina trifosfato o ATP. I 3 gruppi di fosfato sono tenuti uniti da legami relativamente deboli che possono rompersi facilmente per idrolisi. I prodotti della reazione più comune sono ADP ( adenosina difosfato), un gruppo fosfato ed energia. L’ ADP viene ricaricato in ATP quando nella cellula vengono demolite le molecole di glucosio. Ad ogni modo l’ ATP è la molecola direttamente coinvolta negli scambi energetici della cellula.

 

 

It was a bright cold day in April…Orwell 1984

It was a bright cold day in April, and the clocks were striking thirteen. Winston Smith, his chin nuzzled into his breast in an effort to escape the wild wind, slipped quickly through the glass doors of Victory Mansions, though not quickly enough to prevent a swirl of gritty dust from entering along with him.
The hallway smelt of boiled cabbage and old rag mats. At one end of it a coloured poster, too large for indoor display, had been tackled to the wall. It depicted simply an enormous face, more than a metre wide: the face of a man of about forty-five, with a heavy black moustache and ruggedly handsome features. Winston made for the stairs. It was no use trying the lift. Even at the best of times it was seldom working, and at present the electric current was cut off during daylight hours. It was part of the economy drive in preparation for Hate Week. The flat was seven flights up, and Winston, who was thirty-nine and had a varicose ulcer above his right ankle, went slowly, resting several times on the way. On each landing, opposite the lift-shaft, the poster with the enormous face gazed from the wall. It was one of those pictures which are so contrived that the eyes follow about when you move. BIG BROTHER IS WATCHING YOU, the caption beneath it ran.
Inside the flat a fruity voice was reading out a list of figures which had something to do with the production of pig-iron. The voice came from an oblong metal plaque like a dulled mirror which formed part of the surface of the right‑hand wall. Winston turned a switch and the voice sank somewhat, though the words were still distinguishable. The instrument (the telescreen, it was called) could be dimmed but there was no way of shutting it off completely. He moved over to the window: a smallish, frail figure, the meagreness of his body merely emphasized by the blue overalls which were the uniform of the Party. His hair was very fair, his face naturally sanguine, his skin roughened by coarse soap and blunt razor blades and the cold of the winter that had just ended.
Outside, even through the shut window-pane, the world looked cold. Down in the street little eddies of wind were whirling dust and torn paper into spirals and though the sun was shining and the sky a harsh blue, there seemed to be no colour in anything, except the posters that were plastered everywhere. The blackmoustachio’d face gazed down from every commanding corner. There was one on the house-front immediately opposite. BIG BROTHER IS WATCHING YOU, the caption said, while the dark eyes looked deep into Winston’s own. Down at street level another poster, torn at one corner, flapped fitfully in the wind, alternately covering and uncovering the single word INGSOC. In the far distance a helicopter skimmed down between the roofs, hovered for an instant like a bluebottle, and darted away again with a curving flight. It was the police patrol, snooping into the people’s windows. The patrols did not matter, however. Only the Thought Police mattered…

 SUMMARY

On a cold day in April of 1984, a man named Winston Smith returns to his home, a dilapidated apartment building called Victory Mansions. Thin, frail, and thirty-nine years old, it is painful for him to trudge up the stairs because he has a varicose ulcer above his right ankle. The elevator is always out of service so he does not try to use it. As he climbs the staircase, he is greeted on each landing by a coloured poster depicting an enormous face of a dark-eyed man of about forty-five, with a heavy black moustache and ruggedly handsome features, underscored by the words “BIG BROTHER IS WATCHING YOU.”

Though Winston is technically a member of the ruling class, his life is still under the Party’s oppressive political control. In his apartment, an instrument called a telescreen—which is always on, spouting propaganda, and through which the Thought Police are known to monitor the actions of citizens—shows a dreary report about pig iron. Winston keeps his back to the screen while the police patrol helicopter is snooping into the people’s windows to spy on them.

1984 George Orwell

…It was a bright cold day in April, and the clocks were striking thirteen. Winston Smith, his chin nuzzled into his breast in an effort to escape the wild wind, slipped quickly through the glass doors of Victory Mansions, though not quickly enough to prevent a swirl of gritty dust from entering along with him.
The hallway smelt of boiled cabbage and old rag mats. At one end of it a coloured poster, too large for indoor display, had been tackled to the wall. It depicted simply an enormous face, more than a metre wide: the face of a man of about forty-five, with a heavy black moustache and ruggedly handsome features. Winston made for the stairs. It was no use trying the lift. Even at the best of times it was seldom working, and at present the electric current was cut off during daylight hours. It was part of the economy drive in preparation for Hate Week. The flat was seven flights up, and Winston, who was thirty-nine and had a varicose ulcer above his right ankle, went slowly, resting several times on the way. On each landing, opposite the lift-shaft, the poster with the enormous face gazed from the wall. It was one of those pictures which are so contrived that the eyes follow about when you move. BIG BROTHER IS WATCHING YOU, the caption beneath it ran.
Inside the flat a fruity voice was reading out a list of figures which had something to do with the production of pig-iron. The voice came from an oblong metal plaque like a dulled mirror which formed part of the surface of the right‑hand wall. Winston turned a switch and the voice sank somewhat, though the words were still distinguishable. The instrument (the telescreen, it was called) could be dimmed but there was no way of shutting it off completely. He moved over to the window: a smallish, frail figure, the meagreness of his body merely emphasized by the blue overalls which were the uniform of the Party. His hair was very fair, his face naturally sanguine, his skin roughened by coarse soap and blunt razor blades and the cold of the winter that had just ended.
Outside, even through the shut window-pane, the world looked cold. Down in the street little eddies of wind were whirling dust and torn paper into spirals and though the sun was shining and the sky a harsh blue, there seemed to be no colour in anything, except the posters that were plastered everywhere. The blackmoustachio’d face gazed down from every commanding corner. There was one on the house-front immediately opposite. BIG BROTHER IS WATCHING YOU, the caption said, while the dark eyes looked deep into Winston’s own. Down at street level another poster, torn at one corner, flapped fitfully in the wind, alternately covering and uncovering the single word INGSOC. In the far distance a helicopter skimmed down between the roofs, hovered for an instant like a bluebottle, and darted away again with a curving flight. It was the police patrol, snooping into the people’s windows. The patrols did not matter, however. Only the Thought Police mattered…

1. ANSWER THE FOLLOWING QUESTIONS:
1.1. Where is Winston Smith’s flat situated?
1.2. Why cannot he use the lift?
1.3. What kind of pictures is the one shown on the poster?
1.4. What did Winston Smith hear when he entered the flat?
1.5. What is the “telescreen” and why is there one in each flat?
1.6. Could it be turned off?
1.7. What are “telescreens” for?
1.8. How does the police patrol carry out its task?

ANSWERS

1. Winston Smith’s flat is situated in Victory Mansions.

2. He cannot use the lift because it doesn’t work.

3. The poster is a coloured one showing an enormous face of a forty-five-years-old man, with a heavy black moustache and ruggedly handsome features. The pictures is taken so that his eyes follow you about when you move.

4.When he entered the flat Winston heard a fruity voice coming from an oblong metal plaque. It was reading out a list of figures which had something to do with the production of pig-iron.

5. The telescreen was a metal plaque like a dulled mirror which formed part of the surface of the right‑hand wall.

6. No, there wasn’t. The instrument could be dimmed but there was no way of shutting it off completely.

7. By means of telescreens, the Party is able to monitor its members almost all of the time

8. The police patrol carries out its task by helicopters skimming down between the roofs and  snooping into the people’s windows.

ADVERTISING

Since the time of the Ancient Romans advertising was considered as something important which could help to sell a product. In Roman times, since most of the people were analphabet, they used to draw pictures. Nowadays things are different, more complicated, and the centre of advertising is the advertising agency, a company which wants to sell a product turns to an advertising agency which arranges to find the best way to publicize it on TV, radio, newspapers or the web. The people working at an advertising agency have to be very skilled; the account executive has to establish connections betwen the client and the creative team. To sell a product it is important to have the right share of space in newspapers or other media. The production department has to find out why people choose a brand instead of another and where it is better to publicize a certain product. An advertiser is skilled if he is able to make people think they need the client’s product even if they don’t. We just have to look at the TV commercials to notice how we are influenced by them so that we tend to buy mostly commercialized things rather than unknown ones.

The importance of computers

Computer technology is changing our life in a very frantic way. The age of computers begisn in the 1950’s and since then computer themselves have become more sophisticated while at the same time more and more uses have been found for them.

Nowadays thousands of businesses and governement offices use computers to keep track of their records and their accounts. Moreover there are activities such as public transport, shopping, booking a theatre ticket or a flight , that rely on computers.

Even small companies have some workstations, with network connections and internet access. So it’s clear that computers have become very important in our daily lives since most of the time they are used to make certain activities or transactions faster and easier . But we shouldn’t forget that computers can also have a negative influence which is affecting the way we live in more questionable ways.

Genetics: Role and responsabilities of a scientist

The wonders to which scientific research has already been trying to accustom us for a long time are undoubtedly very positive , because they try to improve our life more and more.

In the last few years great advancements have been made in all fields, especially in electronic technology and genetics. Now, the problem is to know whether it is right to apply these discoveries for pacific purpose and non. For instance, genetic engineering can modify the cellular programming of incurable diseases , but in the hands of a scientist who is a little mad and wishes to put himself in the place of God in creating life, it could turn out to be very dangerous. Modern doctor  Frankeinstein could be able to create human clones and we run the risk that the genetics laboratories will turn into ” factories” for making babies , just as if they were puppets.

For this reason scientists have a great moral responsibility and they should be ready to quit their experiments if they understand that their discoveries could be used for a biological conditioning of mankind .

We cannot stop scientific progress but a scientist should always be aware that he has the possibility of giving life but to destroy it, too.

Do videogames isolate children?

videogames

Over the past two decades the world has been transformed by computer technology. Clearly, we can no longer avoid computers in our daily lives. Most of the times they are used to make certain activities or transactions faster and easier. But they can also have a negative influence which is affecting the way kids live in more questionables ways. Hardly a day goes by without a new videogame is launched on the market and the great success they are having is changing the life of our children.

Once they used to play with dolls, robots and the most creative once with legos, while the teenagers preferred board games. These kind of games were very important because they stimulated children and kids to interaction thus enhancing their communicating ability. Today, instead,  the world has gone multimedia mad and things have changed a lot. It is now very common to hear a nine or ten years old  child talking about computer programmes in such an easy way and with, a perfect use of the technical lexis. Children start using the computer at an early age so they become skilled pretty soon.

Modern kids prefer a videogame to a traditional game even if this means having to play alone because when they switch their computer on and load the game,  it’s as if they enter another world. Even if they are physically alone the don’t feel isolated because they get so involved in the videogame that they “become” the main character in it. Whether there are airplanes to knock down, monsters to kill or tests to pass, the kids feel personally involed in the game because their ability makes it go on. So, in a certain sense it is true that computer games may isolate children who don’t feel the necessity of sharing time with their peers. In fact, they consider the computer as a friend which never disappoints them . all they have to do is switching it on when they feel like playing.

Anyway I  think thath modern kids should be taught how to enjoy the human side of games, because growing up involves  facing other people and real experiences, not virtual ones.

Today, too many teenagers are frustrated and depressed and sometimes they don’t know how to escape from the blue mood. So they think they can find a solution in spending hours and hours in front of a computer screen, not realizing  that a real friend is what they really need.

La disoccupazione giovanile

Disoccupazione e indebitamento alle stelle, potere d’acquisto in caduta libera, giovani che non trovano lavoro, sfiducia totale nella politica. il mese di Marzo 2013 ha visto peggiorare la disoccupazione nell’area euro, che salendo all’11,9 per cento ha stabilito un nuovo massimo storico, secondo Eurostat.I numeri che emergono nel rapporto sul Benessere equo e sostenibile di Istat e Cnel pubblicato di recente fotografano meglio di qualsiasi analisi politica anche l’esito elettorale. In Italia, tra il 2010 e il 2011, l’indicatore della ‘grave deprivazione’ economica sale dal 6,9% all’11,1%. Ciò significa che 6,7 milioni di persone sono in difficoltà, con un aumento di 2,5 milioni in un solo anno.

I dati appena usciti sulla disoccupazione sono agghiaccianti, sia quello sui quasi 3 milioni di disoccupati, ma soprattutto è preoccupante quello del 38,7% di giovani disoccupati. “E’ una situazione drammatica a cui dobbiamo reagire” ha detto, nel corso della firma di un accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per sostenere le Pmi italiane, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. E’ vero. I dati sulla disoccupazione lasciano sgomenti ma le conseguenze causate dalla mancanza di lavoro sono devastanti. Notizie riguardanti giovani coppie con figli, anziani, invalidi, extracomunitari che sono costretti a lasciare la loro abitazione in seguito ad uno sfratto esecutivo perché impossibilitati a pagare l’affitto o perché la loro casa è stata messa all’asta sono oramai all’ordine del giorno. Persone che dall’oggi al domani si ritrovano letteralmente a vagare per le strade, a dormire in macchina, a mangiare un piatto di pasta quando va bene, a vivere al buio affidandosi alla bontà di qualche amico per assicurarsi la sopravvivenza giornaliera. La drammatica realtà è che la crisi non lascia spazio alla ripresa: il tasso di disoccupazione è salito all’11,7%. Ancora una volta, però, a pagare il prezzo più pesante sono i giovani tra i 15 e i 24 anni: il 38,7% è senza lavoro con punte che al Sud superano il 50%, contro il 29,7% del Nord e il 39,3% al Centro. Oramai ogni giorno decine di piccole-medie imprese sono costrette a chiudere, stremate da una crisi che spesso è legata ad aspetti finanziari più che ad un’effettiva mancanza di commesse, e così il numero dei disoccupati che cercano disperatamente un’altra occupazione sale vertiginosamente.

Le persone in età giovanile, ma anche i trentenni,  si trovano di fronte a tali e tante incertezze e difficoltà da rappresentare oggi una categoria sociale a rischio di povertà.L’inserimento lavorativo ed in particolare il raggiungimento di un impiego “stabile”, il ritardo nel raggiungimento dell’autonomia economica e, di conseguenza, nell’uscita dalla famiglia di origine, il ritardo nella formazione di un proprio nucleo familiare, e spesso la rinuncia a procreare, con una denatalità che ha raggiunto livelli senza precedenti e che, oltre a rappresentare un segnale, sono un segno chiaro e inequivocabile di un forte disagio sociale che sta già avendo, ed avrà ancor più in futuro, forti ripercussioni demografiche e sui rapporti tra generazioni. Non solo i giovani in possesso di una licenza di scuola media inferiore o superiore ma, per la prima volta, anche i laureati specialistici a 5 anni dalla laurea si ritrovano disoccupati, anche se in percentuali minori rispetto ai giovani senza laurea.Su di loro pesa soprattutto il mancato rinnovo dei contratti a termine, causa dell’interruzione di 6 rapporti lavorativi su 10. I senior invece sono spesso vittime di licenziamento per chiusura dell’attività. E del difficile ricollocamento che ne consegue. Tra siti web e curricula lasciati in pizzeria la giornata di un giovane disoccupato italiano è, nell’ordine, impegnativa, frustrante, creativa e richiede risorse psicologiche non da poco. Ormai l’idea di avere un posto di lavoro stabile è talmente estranea alla loro quotidianità che non sembra neanche più un concetto reale, ma solo una speculazione filosofica relativa a un ipotetico mondo immaginario. Le offerte di lavoro che si trovano sui giornali locali o quelli specializzati per  la ricerca di figure professionali sono sempre e solo le stesse, e sfortunatamente quasi mai corrispondono alle tipologie di lavoro che un giovane è in grado di fare. A complicare la situazione intervengono poi le diverse offerte di lavoro per occupazioni che un giovane disoccupato sa benissimo di poter svolgere senza problemi, ma la candidatura viene bloccata dai mille requisiti richiesti, tra cui la classica esperienza pluriennale nel ruolo, spesso abbinata a un limite massimo di età che si è chiaramente superato da tempo. L’evidente contraddizione tra i parametri anagrafici e dell’esperienza professionale fa si che i giovani si sentano sempre più scoraggiati e depressi alle prese con una società che non sembra offrire oramai più alcuno sbocco professionale. Molti alla fine provano con il passaparola tramite amici e conoscenti chiedendo a tutti se conoscono qualcuno che cerca personale e si dichiarano disposti a qualsiasi mansione, qualsiasi orario e qualsiasi retribuzione, contrariamente a quanto i media vorrebbero far intendere. Secondo gli esperti di psicologia del lavoro, cioè di coloro che spesso si occupano di selezione del personale all’interno delle aziende, laurearsi con 110 e lode sarebbe addirittura controproducente poiché il candidato laureatosi con il massimo dei voti potrebbe essere considerato un “saccentone” privo di umiltà! Personalmente, non credo che ci sia ancora chi, posto di fronte alla possibilità di essere inserito in un contesto lavorativo, abbia voglia di autosabotarsi con comportamenti sciocchi. Credo invece che i giovani, sia laureati che non, sappiano bene che qualunque sia il contesto lavorativo, occorre apprendere “sul campo” quelle competenze che la sola conoscenza nozionistica non può dare. Ritengo che la vera opportunità oggi risieda proprio nella capacità individuale di moltiplicare le proprie risorse interiori, intraprendendo innanzitutto un lavoro di autoanalisi per capire quali sono i propri limiti in modo da poterli superare. Ma i limiti si superano con l’esperienza, e per fare esperienza occorre formarsi, laddove necessario riqualificando le proprie competenze. Queste, infatti, aprono tutto un ventaglio di possibilità e i giovani adulti hanno tutti un potenziale di sviluppo della competenza, che non riguarda il saper fare qualcosa ma fa riferimento al comportamento. Le aziende oggi sono interessate alla dimensione comportamentale più che alla conoscenza di modelli teorici o alle procedure;ogni azienda, infatti, tende a formare i propri dipendenti attraverso dei corsi di formazione mirati. La competenza invece si acquisisce attraverso la messa in atto della conoscenza, reiterando quei modelli comportamentali che conducono al successo nel fronteggiare le varie situazioni. Per tale motivo, una delle principali strategie anticrisi consiste nel saper comprendere innanzitutto il proprio potenziale di sviluppo delle competenze, e quindi lavorare sui propri punti di debolezza al fine di superare gli ostacoli che si frappongono tra una vita caratterizzata dalla mancanza di lavoro e di sfiducia nelle proprie capacità ed una vita proiettata alla crescita personale realizzata attraverso una formazione continua e permanente.

BENEDETTO XVI : La Folgore e il Tuono

Quando, con il suo annuncio in latino, Papa Benedetto XVI ha colto di sorpresa i media vaticani comunicando di rinunciare al Soglio papale, anche il flash dell’Ansa  sull’ annuncio delle dimissioni ha fatto in pochi minuti il giro del mondo. Tre minuti e mezzo appena di rito mariano, l’Angelus, poi un minuto di ringraziamento per le preghiere e l’affetto di chi lo ha accompagnato nella Grande Rinuncia, e tre e mezzo per i saluti nelle principali lingue europee, spagnolo, tedesco, italiano, portoghese, inglese, polacco. L’annuncio delle dimissioni del Papa ha colto di sorpresa laici ed ecclesiastici di tutto il mondo che hanno cominciato a farsi domande sulle motivazioni che hanno portato il Santo Padre a tale decisione. Padre Lombardi ha spiegato che nelle sue parole il Papa si è richiamato al codice di diritto canonico, con una “dichiarazione formale del punto di vista giuridico importante. Nel codice, al canone 332 paragrafo 2 si legge: nel caso il cui il romano pontefice rinunci a suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e venga debitamente manifestata, non si richiede che qualcuno la accetti”. Sembra, dunque, che le parole del Papa indichino una scelta fatta in piena libertà. Ancora una volta “Benedetto XVI ha offerto esempio di profonda libertà interiore”. Teologo finissimo, che ha guidato la Congregazione per la Dottrina della fede per oltre vent’anni, rigoroso nel tracciare i confini della religione cattolica in tempi di secolarizzazione, a Joseph Ratzinger la Chiesa chiedeva di marcare i segni e principi dell’identità religiosa. In altri termini, il “distintivo cristiano”, e invece, fiaccato da problemi di salute, dall’età avanzata, Papa Ratzinger ha deciso di andarsene per lasciare ad un nuovo e più giovane Pontefice il difficile ruolo di Pastore della Chiesa. Le dimissioni di un Papa non rientrano nelle ipotesi, bisogna andare indietro di secoli per trovare un caso analogo, quello di Celestino V.  Chiamato al soglio pontificio nel XIII secolo nonostante fosse sempre vissuto in un eremo, Celestino V visse  il breve pontificato con sofferenza, fino al clamorosa rinuncia. Gesto che non ha precedenti, la rinuncia di Benedetto XVI è frutto di un profondo esame di coscienza sulle sue forze in rapporto al ministero da svolgere e in ciò risiede la sua grandezza: una rinuncia “per il bene della Chiesa”. Una scelta storica quella del Papa, una situazione nuova che stravolge la tradizione e il rito della successione papale anche se il gesto di Benedetto XVI poteva in qualche modo essere previsto dalle parole che lui stesso aveva pronunciato nel libro-intervista del 2010 “Luce del mondo”. Di fronte al giornalista tedesco Peter Seewald Ratzinger aveva infatti ammesso che se un Papa si rende conto che non è più in grado “fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, di assolvere ai doveri del suo ufficio, allora ha il diritto e, in alcune circostanze, anche l’obbligo, di dimettersi”. In quell’occasione Benedetto XVI parlò con chiarezza dell’ipotesi-dimissioni. E così, nel silenzio di un elicottero lontano, bianco e stagliato contro il sole cadente sopra Castel Gandolfo, si è concluso il Pontificato di Benedetto XVI.  Un piccolo, enorme evento segnato da un breve addio, «Continuerò a lavorare per il bene della Chiesa e per la pace» fino a quando «la mia forza interiore» lo consentirà. Benedetto XVI  resterà, comunque, Papa. Emerito. Una “scelta difficile”, l’ha definita nella sua ultima udienza, ma anche un segno di “umanità” che  avvicina il Papa agli uomini.