IDENTITA’ DIGITALE

La storia di Internet è costellata da continue scoperte, che non sembrano ancora finite. Il sistema oggi consente non solo una condivisione dei contenuti multimediali, ma anche e soprattutto la partecipazione attiva degli utenti; ne sono un esempio Wikipedia, un’enciclopedia libera e gratuita, scritta dagli stessi fruitori, e YouTube, dove chiunque può creare un proprio canale e pubblicare contenuti. Con l’invenzione delle chat e successivamente dei social network, l’interazione tra i componenti di un gruppo è diventata sempre più immediata. Una persona, sola con il suo computer, può collegarsi con il mondo grazie alla rete di Internet. Pertanto la rete globale non è solamente una rivoluzione tecnologica ma anche e soprattutto un’ innovazione sociale, un modo diverso di interagire tra le persone di tutte le età, proprio perché non si limita a connettere macchine ma persone.

Oggi siamo tutti perennemente connessi, a casa, in ufficio, per strada, tramite PC, notebook, tablet e smartphone, tuttavia Internet non è solo comunicazione. Dal piccolo della nostra stanza possiamo compiere molteplici azioni di grande utilità e importanza per la nostra vita: giocare, guardare un video, ascoltare musica, reperire informazioni, effettuare un pagamento, pubblicizzare un’iniziativa o un evento. Internet è una fonte inesauribile di opportunità per migliorarsi e per arricchire la propria esistenza, ma non è sufficiente sapere come cercare le informazioni giuste e filtrare quelle inutili. Proprio perché Internet e gli strumenti digitali hanno acquisito una presenza costante nella nostra vita e hanno modificato le nostre abitudini, oggi è diventato fondamentale imparare l’insieme di regole di comportamento che consentono di impiegare le tecnologie digitali in modo consapevole e le conoscenze che occorre avere per muoversi correttamente e in sicurezza in rete e sfruttare in modo consapevole le opportunità che queste offrono.

Per ribadire l’importanza che il web ricopre nella vita di ogni cittadino e la sua appartenenza alla società digitale, riprendendo il concetto di cittadinanza, oggi si parla di cittadinanza digitale, intesa come la capacità di un individuo di partecipare alla vita online.

La cittadinanza digitale, come la cittadinanza tradizionale, comporta diritti e doveri che, grazie al supporto di strumenti e servizi digitali, regolamentano e semplificano il rapporto tra cittadini, Stato e imprese.

Alcuni aspetti della nostra vita sono profondamente cambiati in seguito all’avvento del web ma non tutti possiedono le stesse competenze e possibilità di muoversi in rete e chi non le ha resta inevitabilmente escluso dalle opportunità che il web offre. Questo divario è chiamato digital divide,  pertanto è importante identificarlo e riconoscere che chi ha un accesso limitato a internet ha anche minori opportunità di esercitare i propri diritti costituzionali. E’ per questo motivo che tra i principali diritti della cittadinanza digitale troviamo il diritto di accesso alla comunità virtuale per ogni cittadino. Il diritto di accesso a internet è un diritto fondamentale che favorisce l’esercizio di altri diritti fondamentali: dalla libertà di espressione a quella di informare ed essere informati.

Bisogna considerare tuttavia che accedere al web, oltre che un nostro diritto, è una responsabilità: esistono infatti doveri e norme che regolano la presenza e la comunicazione in Internet. L’identità digitale, ad esempio, è l’insieme di tutte le informazioni e i dati presenti in rete che ci riguardano, inseriti da noi o da terzi, che comunicano un’immagine di noi stessi. Da una parte abbiamo il diritto di conoscere le informazioni su di noi che lo Stato o un’azienda privata possiede; dall’altra abbiamo la responsabilità di ciò che noi stessi comunichiamo e il dovere di rispettare l’identità digitale degli altri. Essere presenti in rete ci costringe a dover tutelare anche la privacy di chi sta con noi, ossia il diritto alla riservatezza della propria vita privata e al controllo dei propri dati personali.

Quando si parla di privacy si fa riferimento in particolare ai dati di una persona come i dati anagrafici, finanziari, identificativi, sensibili e giudiziari. Ad esempio nel momento in cui pubblichiamo su un social network un “selfie” di gruppo, scattato a una festa, stiamo comunicando a tutti i nostri contatti dove sono i nostri amici, che cosa stanno facendo, come sono vestiti, chi stanno frequentando… La foto di una persona dunque, in qualsiasi contesto venga ripresa, contiene molti dati identificativi e sensibili che potrebbero non rispettare la sua privacy e la sua identità digitale.

Internet è uno strumento sovranazionale per cui una persona può in pochi secondi accedere a contenuti provenienti da ogni parte del mondo. Ecco perché le leggi nazionali cercano di riferirsi a normative di più ampio respiro come, nel caso dell’Italia, a quelle europee. Tra queste ultime assume un particolare rilievo il Regolamento UE sull’accesso a Internet e sui diritti dell’utente del 2015 dove, oltre a enunciare i diritti dei singoli cittadini digitali, sono affrontate tematiche più generali come la trasparenza nel trattamento dei dati.

Imparare a gestire la propria e l’altrui privacy è il primo passo per navigare correttamente in Internet. Oltre che riguardare la propria sicurezza, ciò che postiamo ha a che fare anche con l’immagine che lasciamo in rete di noi stessi, ovvero la web reputation.

La web reputation è l’insieme di informazioni e dati presenti in rete riguardo a una persona e comprende tutto ciò che noi pubblichiamo su noi stessi, tutto ciò che inseriscono gli altri, nonché le conversazioni online che ci riguardano, di cui possiamo essere o meno consapevoli. E’ evidente pertanto che occorre fare molta attenzione a ciò che si posta sui social network al fine di evitare di incorrere in problematiche correlate alla violazione della privacy altrui o di postare contenuti che possano essere lesivi della propria o dell’altrui web reputation.

E’ opportuno accertarsi di disporre di un buon livello di sicurezza informatica, ad esempio attraverso l’uso di password sicure, affinché i dati contenuti nelle comunicazioni non vengano corrotti, modificati o distrutti per errore.

A proposito di identità digitale e sicurezza informatica, il portale www.SPID.gov.it è il Sistenma Pubblico d’Identità digitale che consente di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti, con una coppia di credenziali ( username e password) personali.


Semplice e sicuro, SPID può essere usato da qualsiasi dispositivo: computer, tablet e smartphone, ogni volta che, su un sito o un’app di servizi, si trova il pulsante “Entra con SPID”.

Si può scegliere come attivarlo, gratuitamente o a pagamento, sul sito di uno dei gestori di identità abilitati. Una volta ottenuto, l’utilizzo di SPID è gratuito per il cittadino e consente di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione. I dati personali comunicati ai gestori di identità non verranno utilizzati a scopo commerciale e non potranno essere ceduti a terze parti senza autorizzazione dell’utente stesso. La privacy è sempre garantita e il rispetto delle regole del trattamento dati è vigilato dal AgID e dal Garante per la protezione dei dati personali.

Attraverso il portale SPID.gov.it è possibile accedere  ai servizi di oltre 5.300 tra amministrazioni locali e centrali, enti pubblici e agenzie nonché effettuare in modo semplice prenotazioni sanitarie, iscrizioni scolastiche, e accedere alla rete wi-fi pubblica con un’unica password.

La sicurezza dell’accesso è ai servizi è protetto dalle verifiche di sicurezza fino a tre livelli, i dati non sono profilati e la privacy è garantita.

Le borse 101bags:

L’eleganza non è solamente quella dell’abito e le  borse sono un piacere quotidiano da indossare, regalare e regalarsi. C’è chi la sceglie e la prepara con cura la sera per il mattino seguente, oppure chi la afferra all’ultimo secondo a caso prima di uscire…ma tutte ci alziamo al mattino e la usiamo per portare i figli a scuola, per andare al lavoro, per fare commissioni, per correre al corso di yoga e ritornare al lavoro, per fare la spesa, per recuperare i figli, per vedere le amiche per un aperitivo, per rientrare a casa per cenare in famiglia, per scappare per il weekend, per fare shopping, per andare al mercato, in gita…le borse che vedrete in questo sito sono tutte rigorosamente artigianali, piccoli lussi per le donna consapevoli dell’importanza di prendersi cura di sé. Potrete divertirvi a scegliere la borsa che più si addice al vostro carattere, quella che più…

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FROM THE COFFEE- HOUSE TO THE INTERNET

Coffee-houses appeared for the first time at Mecca in Saudi Arabia in the 15th century. They were places where people met to talk or read the newspaper but soon they became a gathering place for intellectuals and artists. the first coffee-house in Italy was opened in Venice in San Marco’s square by Floriano Francesconi and still exists today as Caffè Florian. It was a common practice to use a coffee-house as mailing address and some coffee-houses produced new business models through novel variations in the financial field. One of the best known examples was the coffee-house opened in the late 1680s by Edward Lloyd. It became a reference point for sea captains who insured their ships and in 1771 a group of 79 underwriters collectively established the society of Lloyds, better known as Lloyds of London. The coffee- houses were associated with news and gossip and provided entertainment just like the theathre in the Elizabethan period. At the end of the 17th they also became meeting places for fashionable and artistic people who went there to exchange opinions. Journalism became to evolve thanks to the coffee-houses which were mainly attended by men.

2013 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 30,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 11 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Al via la Giornata Mondiale del Libro 2013.

23/04/2013 

Giornata mondiale del libro.
Le principali iniziative italiane in occasione del 23 aprile, giorno in cui si celebra la festa internazionale del libro istituita dall’Unesco

MILANO – Si celebra oggi la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, istituita nel 1996 dall’Unesco e festeggiata in più di 100 Paesi con iniziative, eventi e progetti volti a promuovere la lettura, le attività editoriali e l’importanza della proprietà intellettuale protetta dal copyright. Le celebrazioni avranno inizio quest’anno in Thailandia, a Bangkok, scelta come Capitale mondiale del libro 2013. In Italia, proprio in occasione di questa giornata prende il via Il Maggio dei Libri, la campagna nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.

LE ORIGINI – L’idea di una giornata dedicata al libro nacque per la prima volta in Catalogna, promossa dallo scrittore valenziano Vincent Clavel Andrés. Fu re Alfonso XIII, il 6 febbraio 1926, a istituire una Giornata del libro spagnolo celebrata in tutta la nazione, inizialmente fissata nella data del 7 ottobre e successivamente spostata al 23 aprile, giorno della festa del patrono della Catalogna San Giorgio. In questa giornata, è tradizione in Spagna che gli uomini regalino alle proprie donne una rosa, sicché divenne consuetudine tra i librai catalani dare in omaggio una rosa ai clienti per ogni libro comprato. Divenuta festa internazionale nel 1996 per volontà dell’Unesco, la Giornata Mondiale del Libro si celebra in una data di grande importanza per il mondo delle lettere, in quanto proprio il 23 aprile morirono tre grandi scrittori, lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e l’Inca Garcilaso de la Vega.

LA CAPITALE MONDIALE DEL LIBRO – Prendendo come criterio le iniziative culturali promosse e i progetti presentati in occasione di questa giornata, l’Unesco nomina ogni anno, dal 2001, una Capitale mondiale del libro. La prima fu Madrid, l’anno successivo fu Alessandria d’Egitto, poi fu la volta di New Delhi, Antwerp, Montreal, Torino, Bogotà, Amsterdam, Beirut, Ljubljana, Buenos Aires. L’anno scorso fu Yerevan, in Armenia, e in questo 2013 è la volta di Bangkok.

IL MAGGIO DEI LIBRI – Le iniziative sono numerosissime in tutto il mondo. In Italia parte oggi la terza edizione della campagna Il Maggio dei Libri, promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. La campagna ha quest’anno come filo conduttore il tema “Leggere fa crescere”,  e avrà il suo culmine con la Festa del Libro, nell’ultima settimana di maggio.

LE INIZIATIVE PER I RAGAZZI – Molti sono i progetti che la campagna destina ai ragazzi. “Il Maggio dei Libri da sempre dedica uno spazio rilevante alle iniziative rivolte ai ragazzi e ai bambini” dice Flavia Cristiano, direttore del Centro per il Libro e la Lettura. “Sono i lettori ai quali guardiamo con maggiore attenzione e quest’anno li abbiamo voluti protagonisti fin dalla giornata inaugurale, il 23 aprile, quando le porte del Centro per il Libro si apriranno ai bambini di alcune classi delle scuole elementari per una merenda con letture organizzata in collaborazione con Unesco, in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore”.

IL FLASH BOOK MOB
 – Diversi altri eventi con al centro il libro saranno oggi dedicati ai ragazzi, a partire dal flash book mob gigantesco che tra poco coinvolgerà 800 classi in 41 Comuni della Regione Veneto, per richiamare l’attenzione e promuovere l’importanza della lettura. È questa la proposta del progetto “Città Invisibili” la più grande rete culturale di comuni e scuole del Veneto dedicata a bambini e ragazzi. Alle 9,15 nello stesso preciso momento, tutti i bambini, i ragazzi, gli insegnanti, i bibliotecari, genitori, nonni, zii e amici e quanti vorranno partecipare, riempiranno la piazza del comune più vicina portando ciascuno con sé il proprio libro preferito e iniziando a leggere per tre minuti uno stralcio della storia prescelta. Dopo un segnale convenuto (un fischio, uno squillo) e tenendo il libro ben visibile in mano, tutti assieme diranno ad alta voce: “I libri sono come la mente: funzionano solo se li apri”. Dopo tre minuti, sempre il segnale convenuto, decreterà la fine del flash book mob assieme ad un grande applauso. Dopo il flash book mob, la giornata del 23 aprile proseguirà con l’iniziativa “A scuola senza zaino” che consentirà ai ragazzi di portare in classe i propri libri preferiti e organizzare momenti di lettura per incontrare i diversi generi letterari (fantasy, gialli, fantascienza, fumetti, romanzi rosa, graphicnovel) con recensioni, presentazioni di booktrailer, gruppi di lettura, mostre del libro, laboratori di video lettura, atelier creativi. Spettacolare sarà anche la mostra espositiva degli ABC della mia città. Si tratta dell’attività  principale del progetto che coinvolge tutta la Rete Scuole d’Eccellenza. Ogni classe o gruppo di classi, che nei mesi precedenti è stata impegnata in un’attività di scoperta del proprio territorio e di ricerca degli elementi che connotano la propria città, espone, in collaborazione con la propria amministrazione comunale e la biblioteca, gli abbecedari realizzati.  Le lettere dell’alfabeto diventano un pretesto per raccontare la propria città in modo diverso e innovativo, con immagini e parole.

PAGINE VIAGGIANTI – A Roma anche l’ATAC, l’azienda dei trasporti, si mobilita per la Giornata Mondiale del Libro, aderendo all’iniziativa “Pagine viaggianti”, promossa dall’Associazione Culturale LIBRA 2.0 in collaborazione con Roma Capitale e Biblioteche di Roma. Dalle 8 alle 20 di le stazioni Cornelia della linea metro A e Santa Maria del Soccorso della B si trasformano in luoghi di bookcrossing, ovvero di scambio gratuito di libri. Negli spazi antistanti i tornelli di ingresso saranno posizionate delle “stazioni culturali”, dove personale di Libra e di ATAC accoglierà tutte le persone che vorranno aderire all’iniziativa, prendendo un libro e, se vorranno, lasciandone un altro in cambio. Negli stessi spazi della metropolitana sarà inoltre possibile assistere a performance di autori emergenti che leggeranno brani tratti dai loro libri e da quelli di altri scrittori celebri.

ADVERTISING

Since the time of the Ancient Romans advertising was considered as something important which could help to sell a product. In Roman times, since most of the people were analphabet, they used to draw pictures. Nowadays things are different, more complicated, and the centre of advertising is the advertising agency, a company which wants to sell a product turns to an advertising agency which arranges to find the best way to publicize it on TV, radio, newspapers or the web. The people working at an advertising agency have to be very skilled; the account executive has to establish connections betwen the client and the creative team. To sell a product it is important to have the right share of space in newspapers or other media. The production department has to find out why people choose a brand instead of another and where it is better to publicize a certain product. An advertiser is skilled if he is able to make people think they need the client’s product even if they don’t. We just have to look at the TV commercials to notice how we are influenced by them so that we tend to buy mostly commercialized things rather than unknown ones.

2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 5.800 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 10 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Tra i tanti problemi sociali del nostro tempo parla di quello che ha colpito maggiormente la tua sensibilità di adolescente.

Emilia Romagna 10 Giugno 2012. La terra continua a tremare, e la paura non passa. Il terremoto in Emilia Romagna è uno dei problemi che il nostro Paese si trova a dover affrontare in questi giorni e che mi ha particolarmente colpito. Nessuno avrebbe potuto immaginare che una terra “sicura” come la Pianura Padana potesse essere colpita da una tale catastrofe. Ma la macchina dell’assistenza si è messa subito in moto. Dopo il terremoto del 20 maggio scorso, le repliche più forti (ossia di magnitudo superiore a 5) erano concentrate nella zona di Ferrara. I vari terremoti che si sono susseguiti, però, indicano che molto probabilmente sono attive più faglie. Il sismologo dell’Ingv sostiene che è la struttura complessa del tratto settentrionale dell’Appennino, nel quale la catena montuosa prosegue sotto la Pianura Padana, la vera responsabile del sisma. Purtroppo le varie scosse che quotidianamente si ripetono stanno provocando ancora crolli rendendo difficile il lavoro dei volontari e della Protezione Civile, che stanno tentando di verificare l’agibilità degli edifici non crollati. I danni maggiori e il maggior numero di feriti si registrano a Cavezzo, Cento e Mirandola.

A Cavezzo, infatti, è crollato il 75 per cento del paese e tra le vittime ricordiamo il parroco di Rovereto di Novi. Secondo i sismologi il movimento è stato ondulatorio e sussultorio e la magnitudo di 5.8. Ciò ha causato il crollo del tetto del teatro comunale a Cento dove numerose abitazioni private sono segnate da crepe e crolli. A Mirandola,  i soccorritori hanno salvato diverse persone rimaste sepolte da muri e tetti crollati. Il terremoto è stato avvertito in tutto il Nordest, a Verona, Vicenza, Venezia, Bolzano, Padova e Trieste. La terra ha tremato per diversi secondi in maniera prolungata, sussultoria e ondulatoria. I soccorsi non hanno tardato ad arrivare: tra i primi a giungere  nel Ferrarese, i ragazzi della Croce rossa di Forlì-Cesena, che, in poche ore di lavoro, hanno posizionato brande per 250 persone, allestendo lo spazio per lo «sporzionamento» pasti, un’infermeria, un’area per i tanti bambini presenti e tutto l’occorrente per il censimento.

Una scossa di terremoto con epicentro in Emilia Romagna molto violenta è stata registrata il giorno 11 Giugno alle 9.00, di magnitudo 5.8. L’epicentro è stato localizzato ancora a Finale Emilia, in provincia di Modena, a una profondità di circa 10 km. La scossa ha causato otto morti, ma le persone ancora sotto le macerie potrebbero essere molte di più. A Finale Emilia e San Felice sul Panaro stanno vivendo momenti di caos. Anche i soccorritori hanno difficoltà a muoversi e capire quante persone potrebbero essere coinvolte. Identica la situazione a Mirandola e, tra i paesi più colpiti, c’è sempre Cavezzo.

Il sisma è stato avvertito in tutto il nord Italia, da Milano (dove alcuni stabili, soprattutto quelli più vecchi sono stati evacuati) a Ravenna. La gente è fuggita in strada anche a Bologna. Si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal terremoto. Da una prima ricognizione è crollata un’altra parte della Rocca Estense di San Felice.

Il terremoto è stato avvertito precisamente a Verona, Vicenza, Venezia, Bolzano, Padova e Trieste. La terra ha tremato per diversi secondi in maniera prolungata, sussultoria e ondulatoria.

Le vittime accertate finora sono più di una quindicina e tanti i crolli di edifici già danneggiati dal sisma del 20 maggio. All’origine della nuova scossa potrebbe esservi la rottura di una nuova faglia. Sono 8 le vittime accertate del sisma nel Modenese ed è morto anche il parroco di Rovereto di Novi, anche se non è chiaro se sia rimasto vittima di un crollo o di un malore.

 Per i crolli causati dalla nuova forte scossa di terremoto alcune persone sono rimaste ferite. E’ quanto risulta dalle prime verifiche della Protezione Civile che hanno rilevato i danni a altri capannoni industriali. Ad ogni scossa partono gli accertamenti della Protezione Civile per verificare le condizioni delle persone rimaste ferite sotto le macerie per escludere che qualcuno possa aver riportato gravi lesioni. Spero che la popolazione dell’Emilia Romagna, già molto provata dalle scosse telluriche, possa ritrovare al più presto le radici della propria esistenza recuperando, per quanto possibile, i propri averi e la propria abitazione.

Il rispetto e la tutela dei beni culturali

IL RISPETTO E LA TUTELA DEI BENI CULTURALI

–   Iniziative opportune per allargare la conoscenza e la difesa dei tesori artistici del Paese.

L’Italia è stata culla di una delle più importanti civiltà antiche e nel corso dei secoli ha continuato ad essere al centro della storia come sede della cristianità, punto di irradiazione dell’arte del Rinascimento e maestra dell’opera musicale. È naturale che nel nostro paese, più che in altri, abbondino ricordi di ogni genere, storici, artistici, librari, testimonianze ineguagliabili di questi millenni di cultura. In economia un “bene” è qualunque cosa serva a soddisfare i bisogni dell’uomo che possa essere acquistata, ma allora cos’è un “bene culturale” ?

Come dice l’espressione , è qualcosa che serve a soddisfare: bisogni culturali dell’uomo, il suo bisogno di realizzarsi nell’arte. Scavi archeologici, monumenti, edifici, dipinti e così via, sono esempi di beni culturali. Gli scavi archeologici riportano alla luce antiche città sepolte e ci fanno conoscere la “cultura”, il modo di vivere dei loro abitanti di un tempo. I monumenti sono segni di personaggi illustri e, nello stesso tempo, dell’ammirazione che per loro fu provata e che spinge a immortalare la memoria di quei grandi uomini. Ogni anno migliaia di turisti vengono da tutto il mondo per ammirare estasiati la Cappella Sistina, Il Colosseo, la Torre di Pisa, Il Duomo di Milano, Venezia, Il Museo degli Uffizi, i Fori Romani, i castelli di ogni epoca, i templi greci conservati in Sicilia, le chiesette medievali affrescate da pittori famosi. Tuttavia, non c’è bisogno di pensare a Roma, a Firenze ed altre grandi città note per i tesori culturali che custodiscono. I beni culturali sono dovunque in una qualsiasi città, in un qualsiasi paese. Il problema è un altro. Non si tratta di trovare i beni culturali, si tratta di proteggerli, di difenderli. Giapponesi, americani, tedeschi, francesi, nordici vivono in una dimensione diversa da quella in cui siamo calati noi, e diversamente da noi italiani, che spesso siamo miopi nei confronti del nostro patrimonio artistico e culturale, sono in grado di apprezzare quel crogiuolo artistico che è il nostro Paese.

Non si può negare che, da quando si è sviluppata l’idea che la ricchezza artistica è appunto un patrimonio, con un carattere di produzione di reddito, collegato al turismo e alla fruizione dei musei e gallerie, sia sorta una nuova mentalità e maggiore attenzione alla conservazione del tesoro artistico italiano. Ciò nonostante a tutt’oggi in molti luoghi gli orari di musei e scavi continuano ad essere piuttosto bizzarri, dato che i giorni di chiusura coincidono con le feste e i periodi di maggior afflusso turistico. Molte volte, poi, i prezzi di accesso ai nostri tesori culturali sono cari e scoraggiano molti, specie i più giovani, dal familiarizzare con le bellezze della propria città. A mio avviso, invece, bisognerebbe attuare delle iniziative volte ad allargare sempre più la massa degli utenti, facendo si che la gente impari a conoscere e a capire meglio il luogo in cui vive e la storia passata, anche per mezzo della scuola e dei mass-media. In qualche caso è stato già fatto in modo che studenti e disoccupati usufruissero gratuitamente delle esposizioni e dei maggiori eventi artistici e musicali. Tuttavia, ritengo che se si giungerà, nei prossimi anni, al prevalere dell’idea di cultura come servizio sociale, si potrebbero coniugare l’esigenza di salvaguardare le testimonianze del nostro passato con le necessarie risorse economiche, e l’esigenza lavorativa di quella massa di intellettuali disoccupati o sottoccupati che escono o sono recentemente usciti senza prospettive dalle nostre università del settore.

Valentina Corrente